14 – L’aiuto di cui senti il bisogno

Molti uomini sieropositivi e molti dei loro partner sieronegativi scoprono che parlare di Hiv ma anche di sesso in generale con gli altri è un ottimo sistema per trovare aiuto e sostegno. Il segreto è trovare la giusta controparte.

«Ero terrorizzato all’idea di partecipare a un gruppo di discussione dal vivo con altri sieropositivi, ma alla fine ho ceduto sotto la pressione dei miei amici. Nel gruppo si è parlato moltissimo di sesso e la cosa mi ha infuso il coraggio necessario per dichiarare il mio stato sierologico ai miei partner sessuali, oltre a farmi capire che qualsiasi atteggiamento aggressivo o di rifiuto è un problema che non mi riguarda: chi fa così è una persona che non ho voglia di rivedere, figuriamoci andarci a letto»

 

sexhiv-67Famiglia e amici

Per molti di noi, le persone più vicine sono anche quelle più adatte per discutere di argomenti delicati. Tieni presente però che, se ti dichiari, queste persone devono avere il tempo di digerire l’informazione. Spesso, più una persona ci è vicina, più risulterà colpita. All’inizio potresti essere tu quello che fornisce aiuto e supporto. Inoltre, considera con estrema oggettività il fatto che per gli amici e i familiari può non valere il vincolo della segretezza e potrebbero a loro volta sentire il bisogno di parlarne con altri.

 

Persone nella tua medesima situazione

Altre persone con Hiv sono spesso interlocutori ideali per parlarne: l’esperienza personale rende comprensivi. Guardati attorno alla ricerca di amici sieropositivi o dei loro partner sieronegativi.

 

sexhiv-33Il counselling

Molti maschi sieropositivi si sono detti soddisfatti del counselling professionale ottenuto mediante organizzazioni come Plus, nate con l’intento di mettere in contatto la comunità lgbt con educatori e counsellor che si trovano nella tua stessa situazione. Gran parte delle associazioni lgbt o delle Asl offrono servizi di counselling specifici per il tema Hiv/Aids, ma anche organizzazioni come Lila o Nadir. Il counselling può essere di breve periodo e focalizzato su una problematica ben precisa, oppure spalmato nel tempo e con un target più vasto.

 

Il personale sanitario

Un bravo medico può rappresentare un’importante fonte di sostegno per una persona sieropositiva. Il dottore che ti ha in cura dovrebbe anche darti informazioni dettagliate di natura sessuale.

«Quando ho scoperto di avere l’Hiv l’ho detto agli amici intimi, tra i quali c’è una persona positiva che mi ha aiutato molto. Il consiglio più prezioso che m’ha dato è stato quello di pensarci bene prima di dirlo a qualcuno, di farlo solo quando me la sento davvero, visto che una volta detto non si torna più indietro. Anche se l’ho detto a un paio di parenti con i quali sono in confidenza, ho preferito non dirlo a mia madre, in quanto ho pensato che avrei rischiato di doverla sostenere con tutte le mie forze quando invece, almeno all’inizio, dovevo concentrarmi sulla mia vita e usare tutte le energie a mia disposizione»

 

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